Pranoterapia

La pranoterapia

è un "dono"; un dono che si possiede

e che si può offrire ad altri con fede ed amore.  

Da sempre, istintivamente, poniamo le mani là, dove il dolore si manifesta, provando una sensazione calmante o quantomeno benefica. È questa, infatti, una delle più antiche e naturali tecniche di guarigione esistenti.

Prana in sanscrito vuol dire "principio vitale universale" mentre " terapia", nel linguaggio occidentale vuole dire "cura"; dall’insieme di queste due parole nasce "pranoterapia" che è sinonimo di "curare per mezzo del prana"

Per quanto si sà, la cura per mezzo del prana, è sempre stata effettuata tramite l’apposizione delle mani sul corpo del paziente; si hanno notizie d’alcune pitture rupestri risalenti a quindicimila anni fa dove si raffigurano delle persone sottoposte a tali imposizioni e, addirittura, si dice che presso gli Egizi esistessero delle caste riconosciute come dotate di questo "dono" Divino.

Sappiamo per certo che tutti nasciamo con il "prana" ma non tutti sappiamo come svilupparlo o come ricevere il "dono" di saperlo trasmettere; coloro che si ritrovano a possederlo forniscono informazioni alquanto diverse tra loro, raggruppabili sotto due filoni d’identificazione:

a – " … ho sempre fatto cose che per me erano normali e solo ora ho intuito che qualcosa di importante e più energetico fuoriesce dalle mie mani…"

b – " … ho vissuto un periodo di estrema difficoltà…, fisico e psichico o altro e, per superarlo ho dovuto decidere alcuni cambiamenti drastici nella mia vita; solo in seguito ho scoperto di poter dare sollievo ad altri …" tale scoperta è comunque spesso accompagnata da una sorta di crisi mistico-religiosa.

            Qualunque sia la motivazione, il momento o la scoperta, tengo a precisare che tutti gli esseri umani si avvalgono della terapia con il prana, come ad esempio la naturale capacità delle mamme di alleviare i dolori ai propri pargoli. Resta accertato comunque, che la pranoterapia si rivolge alla totalità delle persone e porta giovamento per tutti i disturbi.

In quanto energia ("Prana"), riteniamo che l’utilizzo di questa tecnica possa essere applicata istintivamente fissando nella nostra memoria la volontà, la certezza di fare, le modalità ed i risultati così come facevano i vecchi curatori di campagna ; questi vecchi guaritori hanno operato sin dopo la seconda guerra mondiale, taluni operano ancora oggi . Operavano in silenzio e quasi sempre in clandestinità, con conoscenze dettate dall’esperienza diretta e/o indiretta tramandata spesso dai loro predecessori "investiti" di questa qualifica, e che poi essi stessi avrebbero tramandato ad altri riconoscendo il " dono" tramite il famoso "segno"; segno che solo loro sapevano riconoscere e che era diverso per ogni curatore.   Inoltre usavano simbolismi (come tenere in mano una candela), conoscevano molto bene le energie delle piante officinali del posto, erano particolarmente credenti e sovente curavano di notte per poter Pregare meglio. È questa una forma quasi "sciamanica" che appoggiava sulla certezza della volontà Divina.

Altro esempio di pranoterapeuti sensitivi sono i pranoterapeuti della scuola di pensiero "Francese" : guaritori con un’enorme fede nel " Sè Superiore" al quale demandano ogni richiesta e, tramite l’inconscio, accettano di curare secondo l’istinto del momento; utilizzano solo l’imposizione delle mani e il pensiero positivo e normalmente non conoscono la medicina ufficiale, così come i guaritori di campagna.

Per ultimo, non per importanza ma solo per un fatto cronologico, ci sono i Pranoterapeuti diplomati o certificati : sono pranoterapeuti che tendono ad un albo professionale studiando diverse branche della medicina ufficiale nell’attesa che il Governo decida di applicare una normativa Europea del 1992.

Noi siamo nati come pranoterapeuti sensitivi della scuola di pensiero Francese , successivamente abbiamo provato a percorrere la strada della pranoterapia diplomata ma oggi sono ancora più convinto che la mia sensitività e il mio inconscio mi guidino là dove il male nasce e dove forse posso fare qualcosa per il mio paziente.

Il fascino della pranoterapia consiste nella consapevolezza che l’energia trasferita al paziente è la mia energia e, in quanto pranoterapeuta ne ho in abbondanza, e quindi sò di donare qualcosa di mio ad un mio simile nel momento del suo bisogno. Quest’energia ovviamente non è infinita ed è necessario saperla gestire e distribuire e quando l’energia va in riserva lo stesso pranoterapeuta ha necessità di una "pausa" rigeneratrice, pausa opportuna per ricordarci che non siamo esseri speciali ne tantomeno "divini".

Quando trasmettiamo il prana, il paziente può avvertire diverse sensazioni: caldo, freddo, vibrazioni, emozioni o addirittura niente ma ciò non è indice di alcun chè in quanto sarà solo dopo alcune ore che il paziente potrà notare un beneficio al suo sistema "olistico".

Ogni pranoterapeuta necessita di costanti conferme ed è per questo che siamo sempre alla ricerca di "prove" sulla trasmissione del prana; inoltre siamo consapevoli che non esiste la certezza di risultato per ogni paziente né per ogni malattia, anche perchè non è detto che lo stesso risultato positivo sia ripetibile su un’altro paziente; ma di certo sappiamo che quelle guarigioni, a volte "miracolose", avvengono solo con l’aiuto del buon Dio.  

            Al di là di ogni parola essere "bravi pranoterapeuti oggi" vuol dire prendere consapevolezza di avere ricevuto un "dono" che ci permette di dare giovamento in ogni situazione; questo "dono" ci offre l’opportunità di fare da ponte tra una visione consumistica e una visione olistica dell’uomo.

Stà a noi sviluppare il nostro inconscio per andare oltre…!  

Giuseppe Gerardi
Biopranoterapeuta sensitivo

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