Il Giuggiolo

  
Il Giuggiolo  (Ziziphus zizyphus)
noto anche come
Dattero Cinese
                                                       La Giuggiola



Narra Omero che Ulisse e i suoi uomini approdarono all’isola dei Lotofagi nel Nord dell’Africa.
Alcuni dei suoi uomini, una volta sbarcati per esplorare l’isola, si lasciarono tentare dal frutto del loto, un frutto magico fece loro dimenticare mogli, famiglie e la nostalgia di casa.
È probabile che il loto di cui parla Omero sia proprio lo Zizyphus lotus, un giuggiolo selvatico, e che l’incantesimo dei Lotofagi non fosse provocato da narcotici, ma soltanto dalla bevanda alcolica che si può preparare coi frutti del giuggiolo.


In Romagna in molte case coloniche era coltivato adiacente alla casa nella zona più riparata ed esposta al sole. Si riteneva che fosse una pianta portafortuna.



“Brodo di giuggiole”

E’ un liquore preparato a partire dal frutto del giuggiolo, tipico del Veneto.
Pieno di vitamina C e zuccheri, risulta molto dolciastro.


1 chilo di giuggiole
1 chilo di zucchero
2 grappoli di uva zibibbo
2 bicchieri di vino bianco
2 mele cotogne
la buccia grattugiata
di un limone
acqua q. b.


In un tegame aggiungere le giuggiole precedentemente lavate e coprirle con acqua.
Aggiungere l’uva e lo zucchero.
Cuocere per 1 ora a fuoco dolce mescolando ogni tanto con un cucchiaio di legno.
Aggiungere le mele, prive di buccia, tagliate sottili ed il vino.
Alzare la fiamma e fare evaporare il vino.
A fine cottura
(quando si sta gelificando) aggiungere la buccia del limone grattuggiato.
Passare il composto con un colino e invasare a caldo.
Capovolgere i vasetti e lasciare raffreddare.




Confettura di giuggiole


1 kg di giuggiole passate
800 gr di zucchero


Lavare bene le giuggiole, farle sgocciolare e poi tagliarle a metà, sistemarle in una penotola insieme a qualche scorza di limone, un bicchiere d’acqua e il succo di un limone. Mantenere la proporzione di un bicchiere d’acqua e succo di un limone per ogni chilo di frutta.
Mettete la pentola sul fuoco e fate cuocere completamente le giuggiole a fiamma moderata. Quando saranno morbide passatele al setaccio e poi pesate il composto. Il peso vi servirà per stabilire la quantità di zucchero da utilizzare: 800 gr. per ogni chilo di passato di giuggiole.
A questo punto risistemate il passato di frutta nella pentola e aggiungete la giusta quantità di zucchero, fate cuocere come spesso si fa per le marmellate, tenendo la fiamma al minimo e mescolando piuttosto spesso con un cucchiaio di legno.
Al primo bollore fate schiumare la marmellata, poi riprendete a girare e a questo punto controllate di continuo la cottura. Potete fare la classica prova del piattino, mettendo qualche goccia di marmellata su un piatto piano, lasciando raffreddare qualche secondo e poi facendola scivolare, se scorre pianissimo o non si muove affatto la vostra marmellata è pronta (anche a seconda della consistenza che desiderate).
Spegnete la fiamma e invasate la marmellata a caldo (in vasi ben lavati e asciugati, e sterilizzati), non riempite i vasi eccessivamente, lasciate qualche centimetro dal bordo. Infine fate raffreddare la marmellata e poi chiudete i vasi ermeticamente.



Confettura di giuggiole
al profumo di limone


1 kg. di giuggiole ben mature
750 gr. di zucchero

la scorza grattugiata ed il succo

di un limone

400 ml. d’acqua


Lavare le giuggiole e tagliarle a metà o a pezzi.
Metterle in una pentola di acciaio più larga che alta e aggiungere l’acqua, la scorza ed il succo del limone.
Cuocere a fuoco moderato sino a quando la polpa dei frutti si sarà ammorbidita.
Togliere la pentola dal fuoco, far rafreddare il composto e passarlo al passaverdura per ottenere una purea e per eliminare i noccioli.
Porre la purea ottenuta nella pentola già usata, aggiungere lo zucchero e cuocere a fuoco basso fino al raggiungimento della giusta consistenza.
Per verificare la consistenza, versare qualche goccia su un piattino e far raffreddare:
se tenendo in mano il piattino verticalmente, la confettura non cola, significa che è pronta, altrimenti prolungare la cottura per altri 5 minuti.
Togliere la pentola dal fuoco e versare la confettura in vasetti di vetro precedentemente sterilizzati, riempendoli sino ad un centimetro dal bordo.
Chiudere ermeticamente e conservare in luogo fresco ed al buio.



da “Vita in campagna” di Ottobre



Gelatina di giuggiole
al vino rosso


2 kg. di succo di giuggiole
ben mature
zucchero q. b.
il succo di 1 limone
2 lt. di vino rosso fermo
a basso tenore alcolico


Lavare le giuggiole, tagliarle a metà e metterle in una pentola d’acciaio più larga che alta.
Aggiungere il vino e cuocere a fuoco moderato sino a quando la polpa dei frutti si sarà ben ammorbidita.
Togliere la pentola dal fuoco e filtrare il composto, usando un canovaccio di lino,
per raccogliere il succo.
Pesare il succo, metterlo nella pentola già usata ed aggiungere la stessa quantità di zucchero, ed il succo del limone.
Fare addensare a fuoco moderato
per 30 minuti.
Togliere la pentola dal fuoco e versare la gelatina in vasetti di vetro, precedentemente sterilizzati, riempiendoli sino ad un centimetro dal bordo.
Chiudere ermeticamente e conservare in luogo fresco e buio.



da “Vita in campagna” di Ottobre



Liquore di giuggiole


Mettere in un barattolo
1 litro di grappa
500 di giuggiole
1 bicchiere di acqua
lasciare 40 gg in infusione.
Fare uno sciroppo con un bicchiere di acqua e 100 gr di zucchero,
unirlo all’alcool e filtrare.




Giuggiole sotto alcool


500 gr di giuggiole mature
200 gr di zucchero
baccello di vaniglia
scorza di limone biologico
500 di alcool 95°
Metti tutto in una bottiglia con abboccatura grande tipo bormioli e lasci al sole per almeno 20 gg in modo che si scioglie lo zucchero, ogni tanto sbattilo, si può consumare dopo circa 7/8 mesi alcol e giuggiole
Non so non le ho fatte ma penso che a quanto pare non sia una bomba, se lo consigliano da bere come digestivo, alle brutte puoi sempre aggiungere una percentuale di acqua con poco zucchero, se fosse troppo alcolico, ma penso dopo tutti questi mesi un po’ perda
Decidi tu non ne ho altre a parte il brodo di giuggiole che penso di fare visto che è ottimo per le vie respiratorie e visto che si va nell’inverno ottimo rimedio omeopatico.







Nomi regionali


Calabria: 


zinzuli, zinzu, juime  

Emilia Romagna:


zezal 
Friuli Venezia Giulia: 
 ciuciul

  Lazio:
 gnegnera

Liguria: 


zizzoa
 Lombardia: 
zëøbia

Marche:


jujimi, jujle

Salento in Puglia: 


ciciula 

Sardegna: 


singialu o singalu 

Sud della Sardegna: 


Zizzu 

Sicilia: 


zinzulu 

Toscana: 


giuggiola 

Umbria: 


genzola 

Veneto: 


zizola

Ringrazio Lady D.
Molto interessante nella zona del Padovano è un frutto che si trova in abbondanza sono andata anche ad Arqua Petrarca
dove fanno anche la festa della giuggiola ed il liquore è buonissimo.
Così adesso ho la ricetta.
Io ho conosciuto questo frutto grazie a mio cognato che è di Conselve (PD) ogni casa lì ha almeno un albero di giuggiole e ce ne sono di due tipi la normale piccolina come da tua foto e una versione gigante molto più grossa e quindi con più polpa.
Caratteristica dell’albero è di crescere molto lentamente ed è fornito di spine lunghe quindi anche raccogliere i frutti non è una passeggiata….

2 pensieri su “Il Giuggiolo

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